La crisi dello scrittore

La crisi dello scrittore

Non so se sia una vera e propria crisi. Forse è semplicemente il futuro.

La crisi dello scrittore è un argomento trito, non vedo perché non possa affrontarlo pure io. D’altronde, non facciamo altro che pescare argomenti già sviscerati e dire la nostra, senza neanche essere troppo originali, quindi avanti: non essere da meno! Fatti valere nel mondo della banalità!

Qualcuno di mia conoscenza ribatterebbe, dicendo che non c’è nulla di male ad affrontare argomenti già noti (in quanto quelli ignoti sono, appunto, ignoti), basta che lo si faccia con un minimo di grazia, oppure presentando il proprio punto di vista in modo da rivelarsi unico. Siamo seri. Noi non sappiamo nemmeno più chi siamo e, peggio ancora, non sappiamo neanche di non saperlo. Originalità, unicità, un pizzico di coraggio, l’essere visionari, sperimentazione, intraprendenza – cosa sono queste parole? Sono parole, non servono a niente.

Parole. Il mondo va in frantumi e io dovrei scrivere parole. Ho dentro una lotta, una lotta epica ed etica (entrambe debolissime) fra il dovere di scrivere – dovere anch’esso sviscerato dallo scrivere quello che servirebbe (ad altri) e scrivere quello che vorrei (io) – e l’inutilità di farlo.

La teoria la conosco, grazie. Ogni momento buio della storia ha trovato la sua luce nell’arte, e non potrebbe essere altrimenti. Oggi nessuno ha bisogno di bellezza – anche se suona terribilmente melodrammatico –, nessuno ha bisogno di bellezza perché non sa riconoscerla. Non sappiamo più chi siamo, vogliamo riconoscere la bellezza quando la vediamo? Come possiamo voler pretendere che ci manchi, per poi andare a cercarla, per poi andare a crearla se non sappiamo cosa sia?

Insorgete, gente, gridate all’offesa! Noi conosciamo la bellezza, la conosciamo fin troppo bene, la apprezziamo anche, è il nostro sogno, la nostra ragione di vivere! Chi sei tu per dirci questo, non conosci forse Instagram, non segui i nostri influencers che la bellezza la influenzano – e loro sì, che se ne intendono –, non segui i trend sui libri che devi assolutamente leggere non perché sono letteratura, ma perché son scritti da gente famosa, non apprezzi l’estetica della bellezza – forgiata a suon di filler, e di martello da chirurgo plastico e di sopracciglia fatte con lo stampino – intenta a farci belli uguali, intenta a farci tutti uguali…

Siamo già uguali, non temete, il futuro è più vicino di quello che pensate, seguiamo docilmente le indicazioni, riempiamoci le orecchie di vuote parole, gli occhi di “estetica”, la mente no, non riempiamola, svuotiamola pure e dimentichiamoci la bellezza.

9 pensieri riguardo “La crisi dello scrittore

  1. Ciao 🙂 Io in questi giorni sto scrivendo; per la precisione, sto revisionando un mio scritto, per poi proporlo ad un editore: è uno scritto al cui interno c’è tutto quello che provo. Vorrei dare a queste pagine una sorta di… forma perfetta, non lo so, ma so che quello che a noi sembra perfetto, agli occhi degli altri non lo è, soprattutto se si parla di testi che potrebbero diventare romanzi o racconti… Per cui, in bocca al lupo! 😉

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      1. Ciao, Annabel, grazie! Hai ragione, alla fine riuscirò a trovare la forma adatta per il mio scritto; è da un bel po’ che ci lavoro, e dopo aver fatto la stesura generale, l’ho fatto sedimentare per un bel po’, ed ora, ho dato il via alle piccole limature (taglia, cuci, copia, incolla, scorcia).
        Posso capire che ti senta un po’ depressa a non continuare quello che stai scrivendo; forse anche il periodo che stiamo vivendo fa la sua parte, ma penso che non dobbiamo farci vincere da questo malumore, e cercare di vedere i vari lati positivi che ha, come ad esempio (per chi ne ha modo) trascorrere più tempo a casa e dedicarsi a quello che ci piace. Buona giornata! ❤

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      2. Hai fatto bene a far respirare un po’ il tuo scritto, quando ci si torna sopra lo si vede con occhi nuovi si può, eventualmente, intervenire. L’editing e la revisione sono fondamentali per un buon lavoro❤️.
        Grazie per le parole di sostegno, e hai ragione: ora dobbiamo reagire, non avvilirci! 🥰🥰🥰

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  2. Beh direi di essere fieramente dalla parte di chi difende la bellezza atipica, nata dalla vita offline. I social offrono una finestra su una parte molto limitata della bellezza del mondo e delle persone. Comunque sono dell’idea che tu DEBBA scrivere sempre ciò che vuoi, altrimenti mancherà di verità e unicità tua tua tua

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