Invidia e successo

Invidia e successo

Una delle piaghe subdole e nascoste del nostro essere è l’invidia. Si potrebbe ribattere, asserendo che ne esistono di peggiori, che vuoi che sia un po’ di “sana invidia”, mentre l’animo è già corrotto da paure, da bassa autostima e da una schiacciante pressione sociale?

Il termine “sana invidia” è oltre l’ossimoro; è come dire “un piacevole mal di denti” oppure “si schiacciò con cautela il dito nella porta”. E so cosa si vorrebbe intendere con questo scempio linguistico: si vorrebbe dare un accezione positiva a un termine che di positivo non ha nulla, non esiste un’invidia sana, poiché essa è sempre malata.

invìdia1 s. f. [dal lat. invidia, der. di invĭdus: v. invido]. – 1. Sentimento spiacevole che si prova per un bene o una qualità altrui che si vorrebbero per sé, accompagnato spesso da avversione e rancore per colui che invece possiede tale bene o qualità; anche, la disposizione generica a provare tale sentimento, dovuta per lo più a un senso di orgoglio per cui non si tollera che altri abbia doti pari o superiori, o riesca meglio nella sua attività o abbia maggior fortuna (…) (Treccani)

Magari dovremmo inventare un nuovo termine per esprimere quel desiderio positivo e propositivo di essere/fare/ come qualcun altro, o magari esiste già… Qualcosa come emulare o imitare, forse? Però io vorrei parlare di “quel mostro dagli occhi verdi…” che è proprio l’invidia.

Forse l’impulso di invidiare qualcuno è naturale, magari risiede in tutti noi, la differenza la fa la nostra “volontà” di nutrire questo impulso, il nostro apporto nel farlo crescere fino a farlo diventare reale. Un mostro, appunto.

Essere invidiosi rovina se stessi, mai l’oggetto di tale invidia (o quasi mai). Il viscido essere dagli occhi verdi rosicchia da dentro i nostri propositi, sabotandoci costantemente – ed ecco perché lo annovero fra i più subdoli dei pericoli: nell’invidiare gli altri diventiamo nemici di noi stessi. Nulla di quello che faremo sarà abbastanza, nessuna delle nostre qualità avrà un valore finché ogni cosa sarà valutata attraverso il verdognolo veleno dell’invidia.

Mentre è tutto il contrario. Conoscere persone che hanno successo, vedere i nostri amici prosperare o riuscire lì dove nessuno avrebbe pensato: tutto questo si rifletterà positivamente anche su di noi. Se non rovineremo tutto.

Pensate soltanto al fatto di non dovervi più preoccupare del vostro amico/parente/conoscente sempre incasinato e che, finalmente, è riuscito a rimettersi in piedi e a dare una svolta alla propria vita! Già questo è un sollievo.

Per non parlare del potenziale generato da qualcuno di successo. Conoscere persone che hanno migliorato la propria vita o che hanno addirittura “svoltato” la propria esistenza potrà darci opportunità inattese, attraverso vari benefici che il successo irradia in automatico. Usufruire genuinamente e costruttivamente di tale riflesso creerà un circolo virtuoso, generando altro potenziale.

Ma per apprezzare non si può invidiare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.